Gestire la propria immagine online: alcuni consigli

Photo by Wahyu Setiawan on Unsplash

Gestire la propria immagine online richiede consapevolezza e buonsenso. Ciò vale per gli adulti e, soprattutto, per gli adolescenti. Le attività di prevenzione funzionano quando sono precedute da una corretta informazione.

Si diventa consapevoli, infatti, solo quando si è in grado di valutare in autonomia rischi e pericoli di un comportamento.

Utilizzando i social network possiamo entrare in contatto con brave persone, ma anche con malintenzionati, esattamente come accadrebbe camminando per strada o salendo su un autobus. Dobbiamo fare attenzione a cosa diciamo o scriviamo, al modo in cui ci esprimiamo, ai dettagli che decidiamo di condividere.

Un fenomeno comune tra gli adolescenti: il sexting

Esistono ormai diverse risorse e numerosi progetti di sensibilizzazione dedicati all’uso consapevole di Internet e delle nuove tecnologie. Un esempio è il progetto Safer Internet Centre – Generazioni Connesse:

Il Safer Internet Centre (noto anche come SIC) nasce per fornire informazioni, consigli e supporto a bambini, ragazzi, genitori, docenti ed educatori che hanno esperienze, anche problematiche, legate a Internet, e per agevolare la segnalazione di materiale illegale online.

fonte: SIC Italia – Safer Internet Centre

Tra le principali tematiche trattate, all’interno della piattaforma, c’è il sexting: un fenomeno preoccupante, che riguarda la diffusione di messaggi di testo, immagini e/o video dal contenuto provocante/osè (tramite smartphone o pc, via chat o sui social network). Abbiamo affrontato l’argomento anche noi, con il questionario del Progetto Selfie.

La facilità con cui gli adolescenti possono condividere testi e foto, uniti all’ingenuità e alla spensieratezza tipiche dell’età, spesso portano i ragazzi a commettere leggerezze. Tra fidanzatini, infatti, è sempre più diffuso l’invio di immagini sexy, per gioco o provocazione volontaria, per sentirsi adulti e/o dimostrare di esserlo.

La mancanza di attenzione e riflessione sulle conseguenze delle proprie azioni può avere risvolti piuttosto seri. Nonostante la condivisione di scatti intimi inizi di comune accordo, avviene con frequenza che il materiale fornito in privato sia poi rilanciato pubblicamente da uno degli interessati, senza il consenso dell’altra parte. A quel punto, quando il contenuto è di pubblico dominio, diventa difficile bloccarne la circolazione. Oltre al comprensibile disagio della vittima, bisogna considerare altri rischi: danni alla reputazione, possibili minacce, episodi di adescamento online o “grooming”.

Come gestire la propria immagine online nel migliore dei modi?

Famiglia e scuola sono sorgenti essenziali nello sviluppo della personalità e del pensiero critico: educazione affettiva, educazione digitale, rispetto della privacy, sono le basi da cui partire per avviare un dialogo costruttivo sul tema.

Dalle nostre indagini più recenti (condotte in alcuni istituti superiori di secondo grado della Lombardia, tra maggio e giugno 2021), abbiamo rilevato che:

– il 14% degli studenti intervistati si è trovato di fronte alla diffusione d’immagini personali imbarazzanti;
– il 30% ha dichiarato di conoscere coppie di coetanei che si scambiano immagini provocanti/osè;
– il 12% ha ammesso di inviare proprie immagini provocanti/osè.


Progetto Selfie: “Relazioni reali e virtuali – 2021″ (focus tematico: ‘sexting’)
– campione riferito a ragazzi frequentanti le scuole superiori della Lombardia –

Insomma, il problema esiste. L’unico modo per difendersi è agire con la testa. La tecnologia non è una nemica, anzi, ma richiede una certa “manutenzione di base”. Esattamente come faremmo dopo l’acquisto di un nuovo computer (che dev’essere poi pulito, aggiornato e protetto da cadute, urti, bicchieri di caffè sulla tastiera ecc.), anche la nostra immagine online dev’essere continuamente monitorata e tutelata.

Evitiamo di condividere ogni pensiero o luogo in cui ci troviamo. Riflettiamo attentamente prima di pubblicare: per esempio, se i testi appartengono ad altre persone è importante citare la fonte; se nelle foto ci sono amici, chiediamo il permesso. Scopriremo che non tutti saranno d’accordo ad apparire sui social network, specialmente se si tratta di un “pigiama party”!

Inoltre: le immagini molto personali sono contenuti privati. Proteggiamo noi stessi e i nostri cari: chat e social non sono canali adatti a custodire segreti. Quando un rapporto finisce, vendicarsi diffondendo le confidenze di chi abbiamo voluto bene, non solo è un atteggiamento meschino, ma anche un gesto punito dalla legge. C’è poco da scherzare.


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