Adolescenza e rapporto con il cibo

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“Adolescenza e rapporto con il cibo” è uno dei temi che affrontiamo all’interno del Progetto Selfie.
Per i ragazzi e, soprattutto per le ragazze, mangiare o non mangiare è molto spesso espressione di un disagio.

C’è chi inizia a contare le calorie per paura di ingrassare e chi, al contrario, trova nel cibo un rifugio, un conforto, esagerando nelle quantità e abbinando tra loro cibi poco salutari.

Entrambe le soluzioni nascondono di certo delle difficoltà, un messaggio da cogliere: quindi mai sottovalutare una nuova abitudine alimentare che si manifesta in modo repentino e senza ragione.

Dai questionari somministrati nel periodo maggio/giugno 2021, in alcuni istituti secondari di secondo grado della Lombardia, abbiamo rilevato che il 47.69% del campione ha fatto una dieta. La maggior parte (50.81%) ha seguito una dieta di propria iniziativa, il 20.16% l’ha fatto seguendo un parere medico.


Progetto Selfie: “Origine della dieta – 2021”
– campione riferito a ragazzi frequentanti le scuole superiori della Lombardia –

Adolescenza e rapporto con il cibo: campanelli d’allarme

“In Italia le persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare sono 3 milioni di cui 2,3 milioni sono adolescenti.”

fonte: ildolomiti.it

Secondo gli esperti, alcuni segnali da tenere in considerazione, quelli più frequenti, sono la perdita di peso e l’attenta selezione dei pasti (carboidrati e dolci, di solito, vengono drasticamente eliminati). A ciò si aggiungono anche modifiche significative nei comportamenti: si diventa più irritabili, ansiosi o tristi, ci si isola, si dorme poco e male.

L’emergenza Covid, in certi casi, ha creato ulteriori ostacoli (ricordiamo altre problematiche legate alla pandemia, come l’abuso di alcolici o l’iperconnessione).

Seguire una sana alimentazione: obiettivo salute

Una dieta equilibrata aiuta a prevenire problemi di salute che possono insorgere in età adulta: è su questo aspetto che dovrebbe puntare una corretta informazione sul tema, affinché gli adolescenti imparino a essere più consapevoli: scegliere un frutto a merenda, piuttosto che una brioche confezionata, può già fare la differenza in termini nutrizionali.

L’adolescenza è una fase molto delicata, sia da un punto di vista fisico che psicologico: un periodo di cambiamenti, trasformazioni e grandi contraddizioni. Non si è più piccoli, non si è ancora grandi. Nasce così l’esigenza di nuovi modelli da seguire e con cui confrontarsi: peccato che oggi la società offra troppo spesso esempi estremi, irraggiungibili, che legano il successo alla bellezza, alla perfezione o, peggio, al numero di “like” sui social network.

Chi non riesce a stare al passo si sente diverso, inferiore. Per superare questa sensazione, da un lato, gli adolescenti provano a seguire diete punitive, con l’unico scopo di assomigliare a qualcuno che ritengono migliore nell’aspetto (o, comunque, più “vincente”); dall’altro lato, c’è chi trova nel cibo “l’unico amico che non delude mai”, con conseguenze sulla propria autostima.

La dieta mediterranea: riferimenti per un corretto stile di vita

Un’alimentazione equilibrata comprende, in primo luogo, il consumo giornaliero di frutta e verdura di stagione.
Uno dei riferimenti preferiti dai nutrizionisti, in tal senso, è la celebre dieta mediterranea, che aiuta a comprendere quali siano i cibi più salutari e quelli da scegliere con parsimonia.  Come suggerisce la Fondazione Veronesi:

“La dieta mediterranea è uno stile di vita, più che un semplice elenco di alimenti.”

Non basta, ovviamente. In merito alle quantità, agli abbinamenti corretti, è fondamentale chiedere consiglio agli specialisti ed evitare le cosiddette “diete fai-da-te”. Il supporto medico è indispensabile sempre, in particolare durante l’adolescenza.

Senza dimenticare, infine, l’importanza dell’attività fisica che, unita alla sana alimentazione, garantisce vitalità e benessere.


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